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Ispirandosi al pensiero orientale, Arthur Schopenhauer, utilizzava l'immagine del velo di Maya per spiegare come l'esistenza umana consistesse nel vivere nell'illusione. L'uomo veniva presentato come un individuo i cui occhi erano coperti dalla nascita da un velo. Cosa c'entra il pensiero filosofico di Schopenhauer con la rassegna teatrale di Palazzo Minerva? Venitelo a scoprire con l'aiuto di Natalino Balasso ospite di Palazzo Minerva a gennaio con il suo divertentissimo monologo Velodimaya.
Dal nostro punto di vista, il teatro lungi dall'essere solo uno svago leggero, rappresenta un modo per esplorare la condizione umana e per squarciare il velo davanti agli occhi degli spettatori. Abbiamo quindi concepito la stagione teatrale 2018/2019 cercando di stimolare riflessioni delineando alcuni aspetti della situazione umana.

In Vivere senza malinconia con il teatro comico indagheremo il rapporto tra uomo e donna, la solitudine, il pensiero contemporaneo, l'amore e le nuove dipendenze. In Vivere senza malinconia sul palco di Palazzo Minerva saranno come sempre protagonisti attori famosi e giovani promettenti artisti tutti in ugual modo pronti e preparati per farvi ridere e per cercare di districare il velo dai vostri occhi.

Con la Strada sotto il mare attraverso il teatro sociale ci siamo posti l'obiettivo di raccontare un punto di vista del viaggio, con la necessità di indagare sulle ragioni del viaggio, la necessità di capire chi sono i viaggiatori, cosa hanno di diverso da noi i moderni migranti e perché sono disposti a perdere la propria vita e quella dei propri cari pur di lasciare il paese dove sono nati?