Le donne che erediteranno la terra

Il nome della rassegna teatrale è stato ispirato dal titolo del libro di Aldo Cazzullo “Le donne erediteranno la terra” pubblicato lo scorso 2016 dalla Mondadori. Un titolo che esalta le donne che saranno protagoniste narrate e narranti della rassegna teatrale.

Quattro giovani e pluri-premiate attrici che racconteranno storie di donne; le donne che erediteranno la terra perché sono più dotate per affrontare l'epoca grandiosa e terribile che ci è data in sorte. Perché sanno sacrificarsi, guardare lontano, prendersi cura; ed è il momento di prendersi cura della terra e dell'uomo, che non sono immortali.

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SABATO 3 MARZO 2018
SIC TRANSIT GLORIA MUNDI” Se il prossimo papa fosse donna?
Chiara Mascalzoni

Un monologo divertente, intelligente e fantasioso, che attraverso l’inventatissima vicenda di Papa Elisabetta I, la prima donna a salire sul soglio di Pietro, affronta il verissimo tema del maschilismo del mondo occidentale. Attraverso una insolita prospettiva, ovvero la storia della Chiesa cattolica, si rilegge il ruolo e la funzione della donna in tutta la storia occidentale. Si ride molto e si pensa altrettanto, soprattutto alla violenza, all’esclusione e alla discriminazione a cui la donna è stata sottoposta fin dai tempi di Eva. Una metafora, una risata, una poetica fantasia a volte ci raccontano la realtà in modo più chiaro e sorprendente della realtà stessa. “Da tempo volevo scrivere uno spettacolo che parlasse della donna, che fosse poeticamente femminista, senza accusare, senza essere una lotta di parte”. L’idea di una donna papa, alla fine è servita proprio a questo: un’immagine chiara, semplice, scenicamente forte che racconta duemila anni di maschilismo. Perché alla fine lo spettacolo dimostra che non c’è altra ragione al mondo per non avere una donna papa se non una infinita serie di pregiudizi maschilisti.

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GIOVEDI' 8 MARZO
VENETI FAIR”
Marta Dalla Via

Con questo sguardo l’autrice ha provato a raccontare il proprio rapporto d’amore-odio con il Veneto e i suoi abitanti, ne è uscita una giostra di personaggi grotteschi che con lucida follia provano a rispondere ad esplosivi quesiti: il nord è così diverso dal sud? Forse al nord non si evadono le tasse? Forse al nord non ci sono “amici” o parenti pronti a dare una spintarella? Forse al nord non si paga il pizzo? Non si lavora in nero? Non ci sono furti o delitti? Mettendo in luce con ironia e arguzia le contraddizioni che risaltano da aspetti sociologici, religiosi e antropologici del mondo Veneto e del Nord Italia in genere, Dalla Via gioca con ritmo e significato, aleggiando dietro ogni parola gli argomenti più attuali e controversi: povertà, politica, popolo padano, precariato… Con un linguaggio diretto e divertente l’autrice riesce a mettere in scena un racconto ironico e perfettamente risolto in un tempo breve che tratteggia l’affresco di alcune delle tante odierne “Italie”.  Ancora una satira sociale sul Nord Est realizzata attraverso un carosello di caricature per dimostrare come il Sud non abbia poi tanto da invidiare al Nord, e come quest’ultimo non sia poi quel modello di esemplarità che si vorrebbe far credere.

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SABATO 17 MARZO
NATI IN CASA”
Giuliana Musso

Si nasceva in casa, una volta. Nei paesi c'era una donna che faceva partorire le donne. La "comare", la chiamavano, era la levatrice, l'ostetrica insomma. Nati in casa racconta la storia di una donna che fu levatrice in un paese di provincia di un nord-est italiano ancora rurale. Storia tutta al femminile, dunque, storia di una dedizione costante e quasi sommessa al destino di una gente, che dura una vita e che non si risolve mai in un unico eroico gesto ma che rivoluziona il mondo dal di dentro, piano piano. Infatti questa vicenda non si trova nei libri di storia ma nel ricordo delle persone. Raccolta attraverso tante interviste e disegnata tracciando linee semplici tra un aneddoto e l'altro, memorie di fatti eccezionali solo per chi li vive. Come quando di notte suonava il campanello ed era sempre una corsa, a piedi, col calesse, in bicicletta e persino a dorso d'asino e accompagnata da almeno due persone perché anche la levatrice era una donna e di notte da sola con un uomo "foresto" non si poteva andare; quando in quella casa fece nascere il decimo bambino, dopo nove femmine, ed era un maschio, che lo alzò al cielo come un piccolo Mosè; e quando una giovane donna incinta che si voleva buttare nel fiume uscì dalla sua casa e non ci si buttò...quando erano così poveri che il bambino appena nato lo adagiarono in un cassetto... Eventi straordinari di vita quotidiana. O eventi quotidiani di una vita straordinaria. Come nascere. E attraverso la memoria, una analisi della maternità di oggigiorno: modi, tempi, luoghi, figure professionali e protagonisti reali.

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MARTEDI’ 27 MARZO
AUTOBIOGRAFIE DI IGNOTE”
Elena Bucci

"Grazie alla Giuseppa che mi ha spiegato l'incanto del racconto, grazie all'abbraccio delle mie nonne e zie e a quello di mia madre che ha tentato di proteggermi dal dolore. Grazie alle donne che, sotterranee e note, stanno cambiando il mondo, con un mite procedere e senza urlare. Grazie alla loro voglia di chiacchierare anche quando non serve e al desiderio di giocare. Grazie alle donne che hanno popolato i miei spettacoli prendendomi per mano, grazie a quelle vere che mi hanno insegnato il coraggio con un genio che non mi appartiene e a quelle inventate che ho incontrato nel terreno senza steccati del palco, create da artisti e artiste che ne hanno colto il mistero. Il teatro, attraverso l'improvvisazione, la scrittura e la composizione in musica delle emozioni e delle visioni che ho raccolto, mi permette di raccontare alcuni ritratti femminili, immaginando di dare voce a un coro del quale divento medium, fatto di molti linguaggi e idiomi, dal canto al dialetto, dalla poesia al racconto, intessuto di voci di donne di epoche diverse, di diverse culture, di diverse fortune, ma tutte unite da una ricerca di autenticità e di pienezza che le ha rese ai miei occhi eroiche. Nel tempo ho anche spiato con grande divertimento le tecniche di resistenza e opposizione che, attraverso canto e risate hanno permesso alle donne di creare gioia anche di fronte alle più clamorose ingiustizie. Ho imparato soprattutto che di nessuna vita si può mai dire di cogliere l'essenza e che ogni vita è un romanzo senza fine.