STAGIONE TEATRALE 2017-2018


VIVERE SENZA MALINCONIA
 
Martelli
sabato 21 ottobre
MISTERO BUFFO
con Matthias Martelli
Mistero Bufo è irrimediabilmente legato alla fgura del suo autore-attore, tanto che sembra impossibile riproporlo senza la sua presenza sulla scena. La nostra scommessa è proprio questa: riportare in vita Mistero Bufo restando fedeli all’interpretazione di Dario Fo e alla tradizione giullaresca da lui riscoperta, rimanendo però diversi, diferenti e distinti. Solo così si può restituire Mistero Bufo come un classico immortale del Teatro Italiano: facendo rivivere il fascino di quest’opera straordinaria con un’interpretazione fedele ma allo stesso tempo il più possibile personale. Per fare questo abbiamo coinvolto fn dall’inizio del nostro percorso lo stesso Dario Fo, il quale ci ha richiesto un video di una delle giullarate prima di concederci il permesso ufficiale. Abbiamo realizzato il video lo scorso 30 agosto 2016 al Teatro G.Perugini di Apecchio (Pu). Durante la serata abbiamo presentato al pubblico il progetto prima di eseguire la vera e propria prima giullarata: quella di Bonifacio VIII. Il permesso ufficiale è arrivato il 3 ottobre del 2016, dieci giorni prima della morte del Maestro Fo. Ora, il teatro fsico e le acrobazie vocali si fondono in un’unione innovativa che permette di reinterpretare le giullarate di Mistero Buffo facendo leva sulle prerogative attoriali di Matthias Martelli, attore trentenne con all’attivo diversi premi, oltre che un’ esperienza non solo nei teatri ma anche nelle piazze di tutta Italia. A governare registicamente la verve artistica di questo giovane attore è l’esperienza di Eugenio Allegri, attore e regista legato alla Commedia dell’Arte, alla lezione di Lecoq e naturalmente affine al lavoro di Dario Fo, con il quale ha più volte lavorato. Il lavoro comprende le seguenti giullarate: Bonifacio VIII, Le Nozze di Cana, Il primo miracolo di Gesù bambino, La resurrezione di Lazzaro, messe in scena restituendo l'uso del grammelot modulato sulle diferenti abilità vocali dell’attore, con una drammaturgia capace di restituire in chiave contemporanea le celebri “introduzioni alle giullarate” di Fo, costruendo in questo modo una satira nuova, che combini la corrosività delle parodie giullaresche con i temi del mondo moderno.

​​​​​​
venerdì 10 novembre
ADAMO E DEVA
con Vito e Claudia Penoni

Adamo è un avvocato che gestisce i lasciti e le donazioni che i fedeli fanno alla Curia di Roma: se stai per morire, non hai eredi e vuoi lasciare tutto alla Chiesa guadagnandoti il Paradiso, chiami lui. Come tutti i sabato sera Adamo sta aspettando l’arrivo dei suoi amici. Ha cucinato, ha apparecchiato con cura la tavola, ha scaraffato il vino… quando suonano alla porta. Entra Deva, una donna vestita con un abbigliamento leggermente inquietante e una valigia in mano. Adamo tenta di dire qualcosa ma Deva si scusa di essere arrivata prima degli altri… quindi in silenzio si siede a tavola. Chi è la donna misteriosa? E perché gli altri commensali non arrivano? Quella che doveva essere una rassicurante serata tra amici si trasforma in un’epica e sgangherata apocalisse, dove niente sarà uguale a prima. Adamo e Deva saranno pronti ad abitare il nuovo mondo che si presenta inaspettatamente ai loro occhi?
Benvenuti alla cena più integralista, biblica e rocambolesca della storia dei sabati sera.
Francesco Freyrie e Andrea Zalone affrontano con ironia e divertito laicismo il tema più scottante di questi anni: la paura del diverso, la dittatura degli integralismi, lo scontro tra gli estremismi e la confusione tra fede e tifo da stadio. Sotto la sapiente regia di Daniele Sala, Vito e Claudia Penoni portano in scena due nuove ed esilaranti maschere della commedia italiana: i “fondamentalisti occidentali”.


cevoli
sabato 2 dicembre
LA BIBBIA RACCONTATA NEL MODO DI PAOLO CEVOLI
con Paolo Cevoli

La Bibbia. Il Libro dei Libri. Il Best Seller dei best sellers. Da tutti conosciuto anche se forse non da tutti letto. 
Ma sicuramente, anche quelli che non l’hanno mai sfogliato, hanno qualche nozione di Adamo ed Eva, Caino e Abele, Noè e l’arca ecc…
Paolo Cevoli vuole rileggere quelle storie come una grande rappresentazione teatrale dove Dio è il “capocomico” che si vuole rappresentare e far conoscere sul palcoscenico dell’universo. Dio è il “Primo Attore” che convoca come interpreti i grandi personaggi della Bibbia. E forse anche ognuno di noi è protagonista e attore e può scoprire anche l’ironia e la comicità di quella Grande Storia.
Oltre al racconto teatrale, nello spettacolo anche la musica ha un ruolo importante. Tre cantanti jazz (Daniela Galli, Cristina Rinaldi e Silvia Donati) interpretano alcune hit storiche di Sanremo. Queste canzoni sono la colonna sonora e al tempo testo lo spunto per raccontare gli episodi biblici.


Lipari
venerdì 12 gennaio
BATTIPANNI... LIPARI TUTTO
di e con Roberto Lipari

Roberto Lipari è un giovane cabarettista, nato tra le file del laboratorio comico palermitano "La Carovana Stramba". L’artista palermitano ha incantato il web con i suoi monologhi, vincitore ed attuale co-conduttore di Eccezionale Veramente su La7. Un mix di puro divertimento e riflessone sui temi di attualità. Brillante, divertente e riflessivo. Non perde mai la sua verve, un po’ sicula e un po’ anglosassone con lo spettacolo “Battipanni Lipari tutto” un gioco di parole per indicare uno spettacolo che raccoglie il meglio del repertorio dell’artista palermitano all’interno di un contesto nuovo. Un turbinio di monologhi privi di microfoni, aste, scenografie, ma con tanti punti di vista originali ed esilaranti. Il suo spettacolo ritrae personaggi e ambienti reali ed attuali, descritti in toni che vanno dalla pacata ironia alla denuncia sociale sui temi più caldi quali la famiglia, il futuro dei giovani, la politica, il lavoro.
L’artista incentra tutto sulla notizia della nascita della figlia. Una 
paternità che arriva a soli 26 anni. In realtà Lipari utilizza il pubblico come una valvola di sfogo. Una tecnica per inserire una sfilza di monologhi, battute a raffica, pensieri e riflessioni mescolati a momenti teatrali in cui l’artista cita due dei suoi grandi maestri: Pino Caruso e Giorgio Gaber, a un ritmo movimentato ed elevatissimo. Non si smette mai di ridere e di riflettere. Ogni tanto il padre di Roberto telefona per aggiornarlo sul parto, fino a giungere all’epilogo: la scoperta del sesso del nascituro, l’identità della madre, il futuro che l’attende. Lo spettacolo sarà accompagnato dalle musiche del chitarrista spalla Roberto Anelli.


Carucci
sabato 10 febbraio
RAGAZZA SERIA CONOSCEREBBE UOMO SOLO MAX 70ENNE
di e con Carla Carucci

“35enne, romantico che guarda dentro le persone, aspetta di finire tra le braccia di una donna capace di sorprenderlo. Desidero un futuro insieme. Astenersi rumene e perditempo.”
Questa la speranza di Rosi: un amore per la vita. Ma lui, Raimondo, non arriverà mai ed entrerà a far parte della lunga lista degli appuntamenti al buio ai quali nessuno mai si è presentato. Rosi sprofonderà nella tristezza, ma troverà il modo di sublimarla vendicandosi sui ritagli degli annunci matrimoniali conservati per anni nella sua inseparabile borsetta, scoprendo che...
Un sorprendente finale ridarà a Rosi la speranza nella vita e nell’amore. Ma per quanto tempo?.
Era da tempo che non si vedeva a teatro una rappresentazione così efficace dell’animo femminile, Carla Carucci riesce là dove molti hanno fallito, mostrandoci una donna moderna lontano dagli stereotipi e dai pregiudizi.


 

LE DONNE CHE EREDITERANNO LA TERRA


Mascalzoni1
SABATO 3 MARZO 2018
SIC TRANSIT GLORIA MUNDI” Se il prossimo papa fosse donna?
Chiara Mascalzoni

Un monologo divertente, intelligente e fantasioso, che attraverso l’inventatissima vicenda di Papa Elisabetta I, la prima donna a salire sul soglio di Pietro, affronta il verissimo tema del maschilismo del mondo occidentale. Attraverso una insolita prospettiva, ovvero la storia della Chiesa cattolica, si rilegge il ruolo e la funzione della donna in tutta la storia occidentale. Si ride molto e si pensa altrettanto, soprattutto alla violenza, all’esclusione e alla discriminazione a cui la donna è stata sottoposta fin dai tempi di Eva. Una metafora, una risata, una poetica fantasia a volte ci raccontano la realtà in modo più chiaro e sorprendente della realtà stessa. “Da tempo volevo scrivere uno spettacolo che parlasse della donna, che fosse poeticamente femminista, senza accusare, senza essere una lotta di parte”. L’idea di una donna papa, alla fine è servita proprio a questo: un’immagine chiara, semplice, scenicamente forte che racconta duemila anni di maschilismo. Perché alla fine lo spettacolo dimostra che non c’è altra ragione al mondo per non avere una donna papa se non una infinita serie di pregiudizi maschilisti.

DallaVia1
GIOVEDI' 8 MARZO
VENETI FAIR”
Marta Dalla Via

Con questo sguardo l’autrice ha provato a raccontare il proprio rapporto d’amore-odio con il Veneto e i suoi abitanti, ne è uscita una giostra di personaggi grotteschi che con lucida follia provano a rispondere ad esplosivi quesiti: il nord è così diverso dal sud? Forse al nord non si evadono le tasse? Forse al nord non ci sono “amici” o parenti pronti a dare una spintarella? Forse al nord non si paga il pizzo? Non si lavora in nero? Non ci sono furti o delitti? Mettendo in luce con ironia e arguzia le contraddizioni che risaltano da aspetti sociologici, religiosi e antropologici del mondo Veneto e del Nord Italia in genere, Dalla Via gioca con ritmo e significato, aleggiando dietro ogni parola gli argomenti più attuali e controversi: povertà, politica, popolo padano, precariato… Con un linguaggio diretto e divertente l’autrice riesce a mettere in scena un racconto ironico e perfettamente risolto in un tempo breve che tratteggia l’affresco di alcune delle tante odierne “Italie”.  Ancora una satira sociale sul Nord Est realizzata attraverso un carosello di caricature per dimostrare come il Sud non abbia poi tanto da invidiare al Nord, e come quest’ultimo non sia poi quel modello di esemplarità che si vorrebbe far credere.

Musso1
SABATO 17 MARZO
NATI IN CASA”
Giuliana Musso

Si nasceva in casa, una volta. Nei paesi c'era una donna che faceva partorire le donne. La "comare", la chiamavano, era la levatrice, l'ostetrica insomma. Nati in casa racconta la storia di una donna che fu levatrice in un paese di provincia di un nord-est italiano ancora rurale. Storia tutta al femminile, dunque, storia di una dedizione costante e quasi sommessa al destino di una gente, che dura una vita e che non si risolve mai in un unico eroico gesto ma che rivoluziona il mondo dal di dentro, piano piano. Infatti questa vicenda non si trova nei libri di storia ma nel ricordo delle persone. Raccolta attraverso tante interviste e disegnata tracciando linee semplici tra un aneddoto e l'altro, memorie di fatti eccezionali solo per chi li vive. Come quando di notte suonava il campanello ed era sempre una corsa, a piedi, col calesse, in bicicletta e persino a dorso d'asino e accompagnata da almeno due persone perché anche la levatrice era una donna e di notte da sola con un uomo "foresto" non si poteva andare; quando in quella casa fece nascere il decimo bambino, dopo nove femmine, ed era un maschio, che lo alzò al cielo come un piccolo Mosè; e quando una giovane donna incinta che si voleva buttare nel fiume uscì dalla sua casa e non ci si buttò...quando erano così poveri che il bambino appena nato lo adagiarono in un cassetto... Eventi straordinari di vita quotidiana. O eventi quotidiani di una vita straordinaria. Come nascere. E attraverso la memoria, una analisi della maternità di oggigiorno: modi, tempi, luoghi, figure professionali e protagonisti reali.

Bucci1
MARTEDI’ 27 MARZO
AUTOBIOGRAFIE DI IGNOTE”
Elena Bucci

"Grazie alla Giuseppa che mi ha spiegato l'incanto del racconto, grazie all'abbraccio delle mie nonne e zie e a quello di mia madre che ha tentato di proteggermi dal dolore. Grazie alle donne che, sotterranee e note, stanno cambiando il mondo, con un mite procedere e senza urlare. Grazie alla loro voglia di chiacchierare anche quando non serve e al desiderio di giocare. Grazie alle donne che hanno popolato i miei spettacoli prendendomi per mano, grazie a quelle vere che mi hanno insegnato il coraggio con un genio che non mi appartiene e a quelle inventate che ho incontrato nel terreno senza steccati del palco, create da artisti e artiste che ne hanno colto il mistero. Il teatro, attraverso l'improvvisazione, la scrittura e la composizione in musica delle emozioni e delle visioni che ho raccolto, mi permette di raccontare alcuni ritratti femminili, immaginando di dare voce a un coro del quale divento medium, fatto di molti linguaggi e idiomi, dal canto al dialetto, dalla poesia al racconto, intessuto di voci di donne di epoche diverse, di diverse culture, di diverse fortune, ma tutte unite da una ricerca di autenticità e di pienezza che le ha rese ai miei occhi eroiche. Nel tempo ho anche spiato con grande divertimento le tecniche di resistenza e opposizione che, attraverso canto e risate hanno permesso alle donne di creare gioia anche di fronte alle più clamorose ingiustizie. Ho imparato soprattutto che di nessuna vita si può mai dire di cogliere l'essenza e che ogni vita è un romanzo senza fine.
 

MINERBIO JAZZ


sabato 14 aprile
ENZO PIETROPAOLI YATRA QUARTET

Enzo Pietropaoli - contrabbasso
Fulvio Sigurtà - tromba
Julian Oliver Mazzariello - piano
Alessandro Paternesi - batteria